Gardenia, il fiore all’occhiello
- Innavoflora
- 3 mar
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Nell’Ottocento e per buona parte del Novecento la gardenia è stata il fiore più amato per il bouquet delle spose e l’occhiello della giacca maschile, come cantava Domenico Modugno in Vecchio frac. Merito del profumo eccezionale dei suoi fiori, peraltro molto belli e straordinariamente candidi finché sono freschi. Poi, la fretta della vita moderna e la progressiva ignoranza delle regole di coltivazione hanno messo da parte questa pianta elegante, che adesso è ritornata alla grande in tutti i Centri Giardinaggio.
Eppure i suoi fiori raffinati, ondeggianti fra le belle foglie coriacee, scure e lucide, ripagano dell’impegno che è assolutamente necessario. Da maggio (marzo se forzata in serra oppure se è la ‘Veitchiana’ che sboccia in pieno inverno nei climi miti) a settembre, infatti, regala fiori bianchi semplici o doppi (varietà ‘Florida’ e ‘Fortuniana’), eleganti e soprattutto profumatissimi.

Dove tenere la gardenia
La gardenia (Gardenia jasminoides), arbusto sempreverde, è una pianta da esterni, ma teme temperature inferiori a 0 °C, quindi può rimanere all’aperto senza precauzioni solo dove non si va sottozero; altrimenti, anche solo per qualche notte, va ritirata in un locale fresco (5-10 °C al massimo), rimettendola fuori appena la temperatura risale. Dunque, nelle zone fredde si può coltivare solo in vaso (diametro min 24 cm) come esemplare singolo; è invece coltivabile in giardino in posizione riparata da Firenze in giù. Fanno eccezione Gardenia jasminoides radicans, una varietà che resiste benissimo nei climi freddi (fino a –12 °C), ma anche al vento e alla siccità, ha portamento ricadente, perfetto per il vaso; e G.j. ‘Double Mint’ (fino a –10 °C), caratterizzata da fiori stradoppi profumatissimi.
Non tollera il caldo, né la salsedine: è poco indicata nel Sud costiero. Non sopporta il sole che la brucia: a mezz’ombra sono favorite sia la fioritura sia la sopravvivenza in estate, ma vive bene anche in ombra luminosa, ed è quindi ideale su balconi e terrazzi esposti a nord. L’importante è che l’ambiente sia umido ma ben aerato per evitare le malattie fungine, però non battuto dalle correnti d’aria fredda invernale. Infine, ha bisogno di almeno 18 °C per fiorire.
Se la tenete in casa, perderà rapidamente fiori e boccioli, e si riempirà di ragnetto rosso. Mettetela in esterni in un punto che frequentate abitualmente, in modo da poterla annusare spesso. Come punto focale sul terrazzo, datele un bel vaso chiaro, a contrasto con il fogliame sempreverde scuro, e ponetela in evidenza su una colonnina, un piedistallo, un tavolino.
Come si cura la gardenia in vaso
La gardenia è un’acidofila, il che significa, al momento del rinvaso che si fa ogni anno in marzo in una misura in più, utilizzare un ottimo terriccio per acidofile, torboso, con un ottimo drenaggio sul fondo del vaso perché il substrato deve rimanere sempre leggermente umido. Naturalmente, quando la portate a casa in fioritura, non rinvasatela, ma aspettate la fine dei boccioli. Essendo una specie a crescita lenta, può vivere in contenitore per decenni senza mai diventare troppo ingombrante.
Da fine marzo e sino a settembre va innaffiata abbondantemente appena prima che il terriccio si sia asciugato (circa un bicchiere a giorni alterni in un vaso del 24): un colpo di siccità può far cadere i boccioli. D’inverno invece basta mantenere appena umido il terriccio. Utilizzate solo acqua decalcificata e a temperatura ambiente.
Da aprile a ottobre deve ricevere un concime liquido per acidofile ogni 15 giorni nell’acqua d’irrigazione.
La potatura non è necessaria né particolarmente gradita, ma si può praticare solo per ridurre l’ingombro su piante adulte subito dopo la fioritura, accorciando di due terzi i rami. Volendo, una cimatura subito dopo la fine della fioritura, prima che si formino ne nuove gemme fiorali, sugli esemplari giovani li rende più folti.
Perché diventano gialle le foglie della gardenia
Va soggetta al ragnetto rosso quando l’umidità e la ventilazione sono insufficienti: le foglie scolorano a puntini e vengono circondate da sottili ragnatele. Oltre a modificare le condizioni ambientali sbagliate, vaporizzate ogni giorno le foglie ed eventualmente trattate con un acaricida o con sapone molle.
La clorosi è inevitabile sugli esemplari rinvasati con terriccio normale e non per acidofile, e sopraggiunge anche, più lentamente, con annaffiature con acqua d’acquedotto. Le foglie scolorano uniformemente, lasciando solo le nervature verdi.
I marciumi radicali si manifestano quando l’umidità è eccessiva e accompagnata a un imperfetto drenaggio sul fondo del vaso. La pianta prende un aspetto “triste”, appassito, con le foglie all’ingiù. In genere non c’è nulla da fare.
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